Centro Ludico Per L’Infanzia

PROGETTO EDUCATIVO

II progetto educativo proposto ha l’obiettivo di rivalutare l’importanza dell’attività ludica nella vita di ogni individuo e soprattutto per i bambini, poiché ormai il gioco è vissuto come pausa o premio, in ogni caso come attività secondaria.

Oggi la cultura ha riscoperto l’infanzia, al gioco si riconosce una funzione strutturante la personalità, strumento per lo sviluppo delle capacità espressive, intellettuali e creative.

Il termine CENTRO LUDICO indica uno spazio aperto a tutti in cui si promuove il diritto al gioco, libero da discriminazioni economiche, sociali o anche legate all’età, al sesso e alla presenza di handicap.

Il centro ludico è un’agenzia educativa del gioco e del giocattolo che vuole “liberare” il gioco infantile dalle molte limitazioni a cui è sottoposto rendendo disponibili spazi, materiali, ambienti e, contemporaneamente “guidare” l’assaggio di giochi e relazioni, di percorsi e esperienze possibili.

Il bambino che gioca avanza verso nuove fasi della sua capacità di controllare, interpretare e comprendere la realtà. Giocando scopre se stesso, gli altri ed il mondo.

Crea situazioni modello, pianifica, sperimenta soluzioni e risorse. Impara ad intervenire e a prevedere l’effetto del suo intervento. Il contesto in cui crescono i bambini e i ragazzi non sempre promuove questo tipo di esperienza. 

Le Intenzioni

Il CENTRO LUDICO si presenterà come “offerta di spazio“, uno spazio dove incontrarsi, giocare e dove trovare un “sano divertimento”.

Un luogo d’incontro in cui proporre attività che favoriscano l’accrescimento delle potenzialità creative e lo sviluppo fisico e psichico del bambino.

Essa si configura come Centro dì incontro  pensato appositamente per l’infanzia, per la quale il gioco è un diritto ed uno strumento fondamentale per un sano sviluppo, ma soprattutto uno strumento di crescita.

Il centro ludico sarà una struttura che si inserirà in un sistema educativo per rendere protagonisti tutti coloro che vi parteciperanno, favorendo
opportunità di intrattenere relazioni, di sperimentare l’autonomia, la libertà di scegliere, di creare.

Obiettivi

In modo schematico gli obiettivi possono essere riassunti come segue:

  • Far essere il gioco alimento primo della crescita umana e fondamento di ogni successivo sviluppo
  • Rendere l’ambiente sereno, stimolante e socializzante
  • Favorire il gioco libero e il rispetto delle regole
  • Potenziare attività di gioco/lavoro stimolando la creatività, l’espressività e la cooperazione
  • Trasformare il bambino in attore e protagonista dei materiali che utilizza
  • Aiutare il bambino a crescere e a svilupparsi in maniera autonoma ed armonica
  • Stimolare la cooperazione tra bambini, genitori, coinvolgendoli in attività Ricreative e ludiche
  • Offrire opportunità di dialogo e relazione tra bambini in un ambiente sereno e stimolante
  • Stimolare l’autonomia, l’autostima e l’abilità di comunicazione.

 

Altra finalità da non sottovalutare è l’educazione alla socialità ed al rispetto delle regole di convivenza civile, educazione alla democrazia ed al rispetto dell’altro.

Il progetto educativo del Centro Ludico per l’Infanzia si fonda sul desiderio di costruzione di una comunità educativa in cui bambini e adulti possano crescere e vivere serenamente e dove principale è il rispetto del bambino quale vero e unico protagonista.

Protagonista nelle prime scoperte, nelle scelte, nelle relazioni con i pari e con gli adulti…
protagonista della sua crescita.

Oblettivi Specifici

La scelta degli obiettivi è guidata dal rispetto delle dimensioni sociali e cognitive dei bambini, e si delineano in:

  • Valorizzazione del gioco.
    II gioco costituisce, in questa eta, una risorsa privilegiata di apprendimento e di relazioni. Esso favorisce rapporti attivi e creativi sul piano sia cognitivo che relazionale, consente al bambino di trasformare la realtà secondo le sue esigenze interiori, di realizzare le sue potenzialità e di rivelarsi a se stesso e agli altri in una molteplicità di aspetti, desideri e di funzioni;
  • Esplorazione e ricerca.
    Le esperienze promosse in aula dovranno garantire l’originaria curiosità del bambino in un positivo clima di esplorazione e di ricerca. In questo clima, il bambino potrà sviluppare la curiosità confrontando situazioni, ponendo problemi, costruendo ipotesi, elaborando e confrontando schemi di spiegazione e adeguate strategie di pensiero.
  • Vita di relazione.
    II ricorso a varie modalità di relazione (nella coppia, nel piccolo gruppo, nel gruppo piu allargato, con o senza l’intervento
    dell’insegnante) favorisce gli scambi e rende possibile una interazione che facilita la risoluzione dei problemi. Il gioco simbolico e lo svolgimento di attività complesse, spinge alla problematizzazione, sollecita a dare e ricevere spiegazioni. Un clima sociale positive è favorito anche dalla qualità delle relazioni tra adulti e adulti e bambini. Quest’ultima richiede, da una parte, un’attenzione continua e competente ai segnali inviati dai bambini stessi e all’emergere dei loro bisogni di sicurezza, gratificazione e autostima, e dall’altra la capacità di attivare forme flessibili, interattive e circolari di comunicazione didattica. In questo contesto va tenuto presente che la dimensione affettiva rappresenta una componente essenziale nei processi di crescita anche sul piano cognitivo.
  • Stimolo alle prime parole.
    II linguaggio dei genitori verso i propri figli si modifica e diviene piu complesso naturalmente seguendo la crescita del bambino. L’acquisizione del linguaggio da parte del bambino avviene lungo un percorso che segue il suo sviluppo mentale. Lo sviluppo della mente nel suo periodo senso-motorio (i primi 2 anni di vita) permette al bambino di imparare ed interagire con l’ambiente. La capacità di costruirsi  rappresentazioni degli oggetti si sviluppa ulteriormente per tutti i 2 anni di vita e diviene più complesso al punto da permettere al bambino di incominciare a dare un nome a quelle rappresentazioni.
  • Ecco allora che incomincia ad associare i nomi agli oggetti e prova a pronunciare egli stesso quei nomi per indicare quegli oggetti. L’evoluzione in questa direzione è rapida, basti pensare che normalmente un bambino intorno ai 18 mesi è in grado di chiedere una cosa che non vede. Nel periodo tra i 24 e i 36 mesi, il bambino è nella fase di avvio nell’acquisizione delle parole. Qui risulta indispensabile la narrazione di brevi storielle personalizzate anche da oggetti di vita quotidiana, dove la pronuncia lenta e scandita dei nomi dei personaggi consentirà al bambino un migliore apprendimento e memorizzazione.
  • Sviluppo dell’autonomia nell’alimentazione:
    mangiare usando le posate.
  • Sviluppo dell’autonomia nella cura di se:
    la conquista del vasino e del controllo sfinterico.
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